Cari lettori, aspiranti ribelli della conoscenza e futuri sovversivi del sapere imposto o di seconda mano, come sapete lo spirito critico non ci manca. Questo significa una cosa sola: mettere in dubbio tutto.

E così abbiamo fatto appena giunti a Verona. Con il nostro solito spirito curioso, siamo partiti alla ricerca della famosa tomba di Giulietta. Perché se una città basa metà del suo romanticismo su una storia d’amore tragica… vogliamo vedere le prove, non ci basta un balcone.

e nemmeno una statua un po’ troppo consumata…

Statua Giulietta e Romeo

Siamo passati a controllare anche la casa di Romeo

Casa di Romeo e Giulietta

Ma qualcosa non tornava…

Sarà stata la penna da alpino di Romeo, oppure quel bacio decisamente troppo appassionato per due ragazzi che, teoricamente, non avrebbero dovuto nemmeno guardarsi negli occhi.

Non solo per il periodo storico, dove già tenersi per mano era quasi un atto rivoluzionario, ma anche per l’incredibile rivalità tra le famiglie, una dalla parte del Papa, l’altra dalla parte dell’Imperatore… o qualcosa del genere, perché a Verona sembra che bastasse poco per litigare: politica, onore, balconi, inviti alle feste sbagliate… e in questo caso pure una storia d’amore.

Insomma, qualcosa non tornava.

Così, invece di acquistare un lucchetto, come fanno in troppi, attaccarlo in qualche posto assurdo e poi lanciare via la chiave — salvo accorgersi troppo tardi di non aver preso quello con la combinazione — rischiando di scatenare le ire funeste della propria amata, che non potrà considerare il rituale dell’amore davvero completato senza la chiave lanciata con gesto teatrale…

noi abbiamo deciso di passare direttamente all’azione.

Altro che lucchetti, promesse e balconi:

andiamo a verificare alla fonte.

Si parte.

Destinazione: la tomba di Giulietta.

Garibaldi ispiraci!

Decidemmo quindi di agire con lo stesso spirito risoluto di Giuseppe Garibaldi, che proprio a Verona tenne uno dei suoi celebri discorsi.

Verona Garibaldi

Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo stabilito il piano, con quella determinazione che viene solo nei momenti storici:

O troviamo la tomba di Giulietta, e allora siamo sicuri che è morta davvero qui…

oppure lasciamo Verona e marciamo su Roma!

Pausa drammatica.

Poi qualcuno ha fatto notare che Roma era un po’ lontana, che avevamo parcheggiato male e che era quasi ora di pranzo.

Quindi abbiamo optato per la soluzione più prudente:

prima la tomba di Giulietta… Anzi prima pranziamo.

poi, eventualmente, la conquista dell’Italia.

Questi cosi fanno schifo!

Lo spacciano come un dolce tipico di Verona, in verità è una trappola per turisi…

Dolce tipico Verona Non buono

La tomba di Giulietta, ma lei dov’è?

Seguendo le indicazioni turistiche, che a Verona sono veramente ben fatte, abbiamo visitato la tomba di Giulietta, legata alla storia di Romeo and Juliet di William Shakespeare.

Entriamo…

osserviamo, fotografiamo… e poi arriva il dubbio:

“Ma… la tomba è vuota.”

e non c’è nemmeno un messaggio con scritto:”Torno subito!

Silenzio.

Possibile che una delle storie d’amore più famose del mondo sia… letteratura?

Possibile che Giulietta non sia mai esistita davvero?

La nostra espressione subito dopo la scoperta…

Che è rimasta uguale anche dopo la nuova scoperta: la prima statua dedicata a Barbapapà

Statua di Barbapapà

Statua di Barbapapò

La risposta breve: sì, molto probabile Giulietta potrebbe non essere mai veramente esistita, figuriamoci Romeo l’alpino.

La risposta lunga: Verona è stata bravissima.

Geniale, direi.

Ha costruito un percorso turistico perfetto, romantico, emozionante, coinvolgente… anche se la storia nasce da racconti medievali e diventa famosa solo grazie a Shakespeare.

E noi, da secoli, riviviamo il dramma come se fosse cronaca.

Del resto, quando una storia funziona… perché rovinarla con la realtà?

Ma se questo ti preoccupa

non hai probabilmente ancora visto questo dipinto:

Che tra le altre cose non è il migliore

Torniamo a noi… Riassunto breve di  Romeo e Giulietta

 (prima del piano geniale del frate, o del Bro!)

La storia di Romeo and Juliet di William Shakespeare è ambientata a Verona, dove vivono due famiglie molto importanti che però si odiano da generazioni: i Montecchi e i Capuleti.

Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti si incontrano per caso durante una festa in maschera e si innamorano subito, senza sapere che appartengono a famiglie nemiche. Stolti.

Quando scoprono la verità è ormai troppo tardi: sono già perdutamente innamorati.

Decidono quindi di sposarsi in segreto con l’aiuto di Friar Laurence, un frate francescano che spera che il loro matrimonio possa mettere fine all’odio tra le due famiglie.

Ma le cose si complicano rapidamente.

Tebaldo, cugino di Giulietta, provoca Romeo.

Romeo non vuole combattere perché ormai sono parenti, ma il suo amico Mercuzio interviene e viene ucciso.

A quel punto Romeo, disperato, uccide Tebaldo per vendetta.

Il principe di Verona decide di non condannarlo a morte, ma lo manda in esilio.

Romeo deve lasciare Verona, mentre Giulietta rimane sola e disperata.

Nel frattempo, i genitori di lei decidono che deve sposare Paride, senza sapere che è già sposata con Romeo.

Ed è proprio qui che entra in scena…

il famoso piano geniale del frate. Che ha chiaramente detto:”Raga, ci penso io! Ho un piano.

Quello che, senza Wi-Fi e senza WhatsApp, finirà malissimo.

Mai fidarsi di coloro che appendo in città strane ossa

Il piano del frate o del Bro quasi perfetto…

La parte che ci ha fatto più ridere è stata ripensare al piano del frate nella storia.

Il piano geniale del frate (riassunto molto breve)

Dà a Giulietta una pozione che la farà sembrare morta per alcune ore.

L’idea è questa:

  • Giulietta beve la pozione,
  • tutti credono che sia morta,
  • viene messa nella tomba,
  • il frate manda un messaggio a Romeo per spiegare tutto,
  • Romeo torna di nascosto a Verona,
  • i due scappano insieme e vivono felici lontano dalle famiglie.

Il problema?

Il messaggio non arriva. OPS!

Quando Romeo viene a sapere che Giulietta è morta, crede che sia tutto vero, perché il messaggio di Friar Laurence non gli è mai arrivato.

Disperato, torna di nascosto a Verona e va alla tomba di Giulietta per vederla un’ultima volta.

Lì compra del veleno, entra nel sepolcro, la saluta pensando che sia davvero morta… e si avvelena per morire accanto a lei.

Poco dopo Giulietta si sveglia, vede Romeo morto e, non volendo vivere senza di lui, si uccide anche lei.

Fine della storia, fine del piano geniale.

Morale ironica:

Piano geniale, organizzazione ottima…

comunicazione pessima.

Senza telefono, nel 1500, era dura.

Se avesse avuto una chat di gruppo chiamata

Operazione Giulietta 💀➡️💍”

la tragedia FORSE non sarebbe mai successa.

Ma in ogni caso Verona ha saputo ben sfruttare la situazione, ma Verona non è solo Romeo e Giulietta.

Dante a Verona… e i figli misteriosi

Continuando la visita, scopriamo un’altra cosa: anche Dante Alighieri ha vissuto a Verona.

E non solo: alcuni dei suoi figli sono sepolti qui.

A questo punto parte la domanda numero due:

Ma come… Dante non era innamorato tutta la vita di Beatrice?

E infatti sì.

La sua musa, il suo amore ideale, la sua guida spirituale.

Però… i figli qualcuno deve averli fatti.

E allora parte la teoria ironica familiare:

Non è che alla fine li ha fatti con Virgilio?

Ovviamente no.

Ma la situazione è divertente, perché Dante ha scritto il poema più romantico e spirituale della storia… e poi ha avuto una vita molto più normale di quanto immaginiamo.

Morale:

Gli autori sono poetici nei libri,

ma nella vita reale devono comunque pagare le bollette.

Verona, tra mito, storia e turismo geniale

Scherzi a parte, Verona rimane una delle città più visitate d’Italia.

E capiamo perché:

  • storia romana,
  • Medioevo,
  • arte,
  • Dante,
  • Shakespeare,
  • Giulietta (vera o no),
  • e una quantità incredibile di bellezza.

Che la storia sia reale, romanzata o completamente inventata…

funziona.

E forse è proprio questo il segreto:

Verona non vende solo monumenti.

Vende emozioni.

E noi, anche se mettiamo in dubbio tutto…

ce le siamo godute lo stesso.

Arrivederci Verona, si parte per Venezia

Salutiamo Verona con un sorriso, qualche domanda in più e molte risate.

La tomba era vuota.

Il frate non aveva il telefono.

Dante aveva figli nonostante Beatrice.

Perfetto.

È stato un viaggio istruttivo, ironico e bellissimo.

E adesso si riparte…

Prossima tappa: Venezia.

E lì, promettiamo, controlleremo se i canali sono veri…

o se hanno messo l’acqua solo per i turisti.

Arena di Verona di notte

In ultimo, ci vedi anche tu un fossile di conchiglia su questo scalino?

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