🦴 Ricostruire lo Scheletro Umano: un Laboratorio HomeSchooler al Museo di Anatomia di Torino
Visitare un museo scientifico può trasformarsi in un’esperienza viva, concreta e profondamente educativa, soprattutto per chi pratica homeschooling o istruzione parentale o educazione parentale. La nostra giornata al Museo di Anatomia Umana Luigi Rolando di Torino è stata un viaggio tra scoperte, osservazioni e un laboratorio pratico che ha coinvolto i bambini a 360°.
A cosa serve lo scheletro? Le 5 funzioni fondamentali
Abbiamo aperto la visita con una domanda semplice: “Perché abbiamo uno scheletro?”
Insieme ai bambini abbiamo riflettuto sulle sue cinque funzioni essenziali:
- Sostegno – è l’impalcatura del corpo.
- Protezione – difende organi vitali (cranio, gabbia toracica…).
- Movimento – grazie alla collaborazione con muscoli e articolazioni.
- Produzione del sangue – il midollo osseo produce cellule del sangue.
- Riserva di minerali – soprattutto calcio e fosforo.
Partire dal “perché” prima del “cosa” ha aiutato i bambini a entrare nell’ottica di osservare con uno scopo.

Smistamento e classificazione: piccoli scienziati al lavoro
Per rendere l’esperienza attiva, abbiamo proposto ai bambini un kit di ossa finte o modelli anatomici e li abbiamo invitati a:
- Osservarle con attenzione
- Dividerle in gruppi secondo un criterio scelto da loro
C’è chi ha scelto la lunghezza, chi la parte del corpo, chi la funzione.
Questa attività iniziale sviluppa:
- osservazione scientifica
- capacità di classificazione
- ragionamento logico
- confronto e cooperazione
È un approccio molto in linea con la pedagogia Montessori e con le metodologie educative attive: prima l’esperienza, poi la teoria.

Le forme delle ossa: lunghe, corte, piatte
Ossa lunghe
Come il femore… ma anche le falangi!
Questa scoperta ha stupito molti bambini: ossa di dimensioni così diverse possono avere la stessa struttura di base.
🧬 Curiosità scientifica: le ossa lunghe crescono grazie alle cartilagini di accrescimento che si saldano solo in età adulta.
Ossa corte
Piccole, spesso difficili da individuare. Si trovano nei polsi e nelle caviglie e servono soprattutto per dare stabilità.
Ossa piatte
Come il cranio, la scapola, lo sterno. Proteggono organi e offrono ampia superficie per l’attacco dei muscoli.

Il cranio: un puzzle in evoluzione
Osservare al museo i modellini dei crani fetali ha aperto un momento di meraviglia.
I bambini hanno scoperto che:
- il cranio non è “un pezzo unico”;
- il cranio alla nascita è formato da diverse ossa unite da suture e fontanelle;
- le ossa si saldano gradualmente per permettere la crescita del cervello.
Le neuroscienze confermano che lo sviluppo del cervello prosegue fino ai 20-25 anni, e le suture craniche restano importanti per molto tempo.
Le ossa raccontano: età ed evoluzione
Le ossa sono come libri da leggere. I bambini hanno scoperto che:
- osservando le saldature è possibile stimare l’età di una persona;
- alcune ossa conservano tracce della nostra evoluzione, come le prime tre vertebre della “coda” e i denti del giudizio, oggi sempre più assenti.
Domanda nata spontaneamente dai bambini: “Come saranno gli scheletri umani tra 1.000 anni?”
Perfetto spunto per riflettere sull’evoluzione.

La colonna vertebrale: non tutte le vertebre sono uguali
Ricostruendo lo scheletro abbiamo osservato da vicino le differenze tra:
- vertebre cervicali – piccole e molto mobili
- vertebre toraciche – collegate alle costole
- vertebre lombari – grandi e robuste perché sostengono il peso
Questo ha aiutato a comprendere un principio fondamentale della biologia: la relazione tra forma e funzione.
Il bacino e le differenze tra maschi e femmine
Un momento molto coinvolgente è stato osservare il bacino e riconoscere le differenze:
- cresta iliaca più arrotondata nelle donne
- incisura ischiatica più ampia e a forma di U
- angolo pubico più aperto nelle donne (>90°)
🧭 Curiosità: I primi scheletri egizi studiati dagli archeologi furono classificati come “tutti femminili” perché valutati con parametri europei.
Lo scheletro porta anche tracce della popolazione e della cultura di appartenenza.
Ricostruzione dello scheletro: la sfida finale
A fine visita, abbiamo lanciato la prova pratica: ricomporre uno scheletro, facendo attenzione alle articolazioni.
- i bambini divisi in squadre
- un kit con ossa finte da ordinare e assemblare
- confronto con Geltrude il modellino usato in laboratorio
È stato il momento più attivo e coinvolgente: collaborazione, logica, ipotesi, errori, auto-correzione… e soprattutto divertimento!

Perché questa esperienza è perfetta per l’homeschooling
Questo tipo di uscita didattica offre ciò che l’apprendimento domestico valorizza:
💡 Apprendimento multisensoriale – vedere, toccare, ricostruire
🤝 Cooperazione e social learning
🔍 Pensiero scientifico sviluppato attraverso osservazione e domande
❤️ Memoria emotiva: un’esperienza vissuta resta
Le neuroscienze educative confermano che quando l’apprendimento coinvolge corpo, emozioni e relazione, le informazioni si fissano più profondamente.
📍 Per chi vuole replicare l’esperienza
Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando” – Torino
📍 Corso Massimo d’Azeglio 52, 10126 Torino
📞 +39 011 670 7797
Il museo si trova nello stesso complesso del Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso, un luogo molto interessante dal punto di vista storico-scientifico ma dal contenuto piuttosto delicato: alcune vetrine mostrano reperti e oggetti che potrebbero risultare inquietanti o non adatti ai bimbi più piccoli. Per questo, se qualche alunno non si sente pronto, è possibile scegliere alternative più tranquille all’interno dello stesso edificio, come il Museo della Frutta «Francesco Garnier Valletti», che esplora la biodiversità con centinaia di frutti in modelli storici.
La visita al Museo Lombroso non prevede un limite di età formale indicato sul sito, però viene indicato che l’ingresso ridotto è previsto dagli 12 ai 18 anni.
Il Museo della Frutta si trova anch’esso in via Pietro Giuria 15, Torino.
La prenotazione è consigliata, soprattutto per gruppi o attività didattiche.
🔎 Consiglio homeschooler: contattare la didattica del museo per chiedere un laboratorio dedicato o uno spazio dove svolgere attività pratiche post-visita.