Cari lettori, aspiranti ribelli della conoscenza e futuri sovversivi del sapere imposto, oggi vorrei scrivervi anche io una lettere d’Amore… anzi dovrei usare in realtà un vero e proprio trattato confutato come fece Gregorio I.

Il mio intento? Sostituire la festa di San Valentino con un nuovo rituale libero… perché diciamoci la verità: qui la situazione c’è un po’ sfuggita di mano. Vediamo di farne almeno emergere la vera essenza e non farci prendere dal panico.

Febbraio è arrivato, e puntuale come l’influenza stagionale, compare San Valentino. Cuori ovunque, peluche che dichiarano amore eterno e cioccolatini che promettono felicità… almeno fino alla glicemia successiva.

MA da dove arriva davvero San Valentino?

Dietro la festa occidentale più romantica dell’anno c’è una storia sorprendentemente interessante. Tutto comincia nel III secolo, con un sacerdote romano di nome Valentino che celebrava matrimoni segreti, sfidando un imperatore che aveva vietato ai soldati di sposarsi. In pratica, era un vero e proprio ribelle dell’amore, ben lontano dall’immagine del pupazzo con la scritta “Love You”.

Che fine fece Valentino?

Quando l’imperatore lo scoprì, Valentino fu arrestato e condannato a morte.

Oggi, invece, il “pericolo” maggiore per un marito moderno è presentarsi senza una montagna di cioccolatini, un mazzo di rose da capogiro e una cena che farebbe invidia a un ristorante stellato… insomma, un vero martirio quotidiano… un marirtirio. Fate le prepotenti solo perché non siete nate in Giappone!

Si narra che durante la prigionia, Valentino abbia scritto lettere d’amore a chi gli stava a cuore, firmandole “dal tuo Valentino” – e da lì nasce la tradizione. Alla fine, fu martirizzato il 14 febbraio, diventando il santo protettore degli innamorati.

Lupercalia?

Va detto, però, che la festa dell’amore si celebrava anche prima, con antiche tradizioni pagane come i Lupercalia, riti di fertilità e purificazione, che a sua volta arrivava dall’antica Grecia e fu rimaneggiata dai romani.

I Lupercalia furono una delle ultime feste romane a essere abolite dai cristiani. In una lettera di papa Gelasio I si riferisce che a Roma durante il suo pontificato (quindi negli anni fra il 492 e il 496) si tenevano ancora i Lupercali, sebbene ormai la popolazione fosse da tempo, almeno nominalmente, cristiana.

Gelasio scrisse questa lettera (in realtà un vero e proprio trattato confutatorio) ad Andromaco, l’allora princeps Senatus, rimproverandolo della partecipazione dei cristiani alla festa.

Gli storici, inoltre, non concordano sulla data esatta del martirio di San Valentino, ma la Chiesa fissò comunque il 14 febbraio, combinando memoria religiosa e adattamento delle celebrazioni pagane.

Con il passare dei secoli, la ricorrenza si è trasformata: dal martirio religioso di San Valentino al romanticismo medievale, fino a diventare la festa moderna che conosciamo oggi – cena romantica, regali e senso di colpa se dimentichi anche solo uno dei due.

e negli altri paesi?

La festa di San Valentino oggi si celebra in gran parte del mondo, ma con differenze interessanti a seconda dei paesi:

Europa

  • Italia – Tradizionalmente scambio di biglietti, cioccolatini e fiori; alcune città hanno eventi culturali legati all’amore.
  • Francia – Considerata la patria dell’amore romantico, si regalano fiori e cioccolatini, ma la festa è meno commerciale rispetto all’America.
  • Regno Unito – Biglietti, dolci e piccoli regali; in alcune zone si cantavano antichi canti d’amore chiamati Valentine’s Songs.

America

  • USA & Canada – Festa molto commerciale: scambio di cioccolatini, fiori, peluche e cene romantiche; diffusa anche tra amici e familiari.
  • Messico e America Latina – Chiamata “Día del Amor y la Amistad” (giorno dell’amore e dell’amicizia); si festeggiano anche gli amici stretti oltre che gli innamorati.

Asia

  • Giappone – Tradizione unica: sono le donne a regalare cioccolatini agli uomini il 14 febbraio. Gli uomini ricambiano il 14 marzo, nel “White Day”.
  • Corea del Sud – Simile al Giappone: cioccolatini, regali e anche un “Black Day” il 14 aprile per chi è single.
  • Cina – Esiste una festa simile, il “Qixi Festival”, basata su una leggenda romantica, che però cade in agosto secondo il calendario lunare.

Africa e Medio Oriente

  • In molti paesi musulmani e africani la festa NON è tradizionalmente celebrata, ma in città grandi e tra i giovani sta diventando popolare, soprattutto per scambi di regali e appuntamenti romantici.

Le feste comandate: pause o maratone?

Le feste, in origine, avevano uno scopo molto sano: aiutare le persone a fermarsi. Le comunità avevano bisogno di momenti per stare insieme, celebrare, rallentare e ricordarsi che la vita non è solo lavoro e incombenze.

Una specie di “fermate obbligatorie” del calendario umano.

Il problema è che oggi queste fermate sembrano diventate più simili a un cambio gomme ai box della Formula 1: velocissimo, stressante e con qualcuno che ti ricorda che hai dimenticato il regalo.

Se guardiamo il calendario moderno, a volte sembra una gara a staffetta tra festività. Finisci di togliere l’albero di Natale e devi già pensare alla calza. Ti riprendi dai coriandoli e spuntano i cuori. È un susseguirsi di preparativi che trasformano la pausa… in un altro impegno.

Il lato consumistico: quando l’amore passa dalla carta di credito

San Valentino oggi è spesso associato a una domanda implicita: “Quanto devo spendere per dimostrare il mio Amore?”.

Il mercato ha capito benissimo che l’amore è una cosa meravigliosa. E ha pensato: perché non confezionarlo in una scatola con fiocco?

Ovviamente fare o ricevere regali non è sbagliato. Il punto interessante, dal punto di vista educativo, è aiutare i bambini a distinguere tra il gesto affettivo e la pressione sociale del “si fa così”.

L’amore funziona anche senza peluche alti mezzo metro.

Quando San Valentino può far sentire un po’ fuori posto

C’è anche un aspetto di cui si parla poco: questa festa non è allegra per tutti. Per qualcuno può ricordare una mancanza, una solitudine o semplicemente il fatto che non esiste una relazione romantica nella propria vita.

E qui si apre uno spazio educativo enorme.

Perché la cultura moderna spesso racconta che la felicità passa necessariamente attraverso la coppia. Ma la realtà è molto più ampia e interessante di così.

La prima anima gemella: sei tu

Uno degli insegnamenti più importanti che possiamo trasmettere ai nostri figli è che l’amore non è solo quello romantico. Esistono moltissime forme di amore: familiare, amicale, comunitario… e soprattutto quello verso sé stessi.

No, non significa diventare narcisisti che si specchiano venti volte al giorno.

Significa insegnare ai bambini che il proprio valore non dipende dall’approvazione degli altri. Che sapersi rispettare, ascoltare e accettare è la base per costruire relazioni sane.

In pratica: prima di cercare l’anima gemella, conviene almeno diventare buoni coinquilini di sé stessi.

Il silenzio, la grande specie in via di estinzione

C’è poi una riflessione che molte famiglie condividono: abbiamo davvero il tempo di vivere queste feste?

A volte sembra che una ricorrenza insegua l’altra senza lasciare spazio per respirare. Il rischio è che le celebrazioni diventino una routine automatica, più che momenti di significato.

Viviamo in una società piena di stimoli, notifiche, aspettative e programmi. Il silenzio, la contemplazione e la lentezza stanno diventando quasi rivoluzionari.

Eppure sono proprio quei momenti vuoti che permettono alle esperienze di diventare ricordi e crescita.

Come può vivere San Valentino una famiglia libera?

Qui arriva la parte bella: la libertà di reinterpretare le tradizioni.

Una famiglia libera può scegliere di usare questa giornata per:

  • creare piccoli gesti affettivi fatti a mano
  • scrivere lettere di gratitudine tra membri della famiglia
  • dedicare tempo alla cura di sé e alla riflessione
  • studiare la storia delle tradizioni e confrontarle con altre culture
  • parlare di emozioni e relazioni

Oppure, opzione audace ma legittima: festeggiare con una torta fatta in casa, un film sul divano e zero sensi di colpa.

Trasformare una festa commerciale in un momento educativo

San Valentino non deve essere accettato in automatico né rifiutato per principio. Può diventare uno strumento educativo potente.

Può insegnare che l’amore non si misura nel prezzo di un regalo, ma nel tempo, nell’attenzione e nella presenza. E può ricordare a grandi e piccoli che fermarsi ogni tanto non è una perdita di tempo… è il modo migliore per dare valore al tempo stesso.

L’essenza

Se proprio dobbiamo trovare un senso a questa festa, forse è questo: ricordarci che l’amore non è un evento annuale, ma un momento quotidiano. E che la prima persona alla quale dedicare tanto amore siamo noi stessi.

… il tuo Valentino.

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