Alice nel pentagramma delle meraviglie al Teatro Concordia: musica, stupore e pensiero laterale

Abbiamo avuto l’opportunità di vivere una nuova esperienza teatrale presso il Teatro Concordia, nel cuore di Venaria Reale. In scena, la compagnia Fantateatro ha proposto Alice nel pentagramma delle meraviglie, uno spettacolo ispirato al mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, reinterpretato in chiave musicale.

Un viaggio nel Paese delle Meraviglie… ma questa volta tra note, tempi musicali e ritmo, per trasformare il teatro in una vera e propria lezione–spettacolo capace di intrecciare narrazione e teoria musicale.

Le cose che ci sono piaciute di più

🎵 Una lezione di musica con Alice nel Paese del Pentagramma

Lo spettacolo riesce a trasformare la musica in racconto. Non una semplice rappresentazione, ma un percorso in cui i bambini entrano dentro il pentagramma insieme ad Alice.

🐛 Il Bruco insegna il ritmo

Uno dei momenti più coinvolgenti è stato quello con il Bruco, che introduce il concetto di ritmo. Attraverso il dialogo e il gioco teatrale, i bambini vengono accompagnati a sentire il tempo, prima ancora che a capirlo razionalmente.

Si passa poi a suggestioni musicali come lo swing, fino ad arrivare a giochi ritmici più strutturati. Il ritmo non viene spiegato in modo astratto: viene vissuto.

🎩 Il Cappellaio Matto e il tempo musicale

Il dialogo tra Alice e il Cappellaio Matto è uno dei passaggi più interessanti dal punto di vista del pensiero laterale.

Il Cappellaio osserva che il suo orologio non segna le ore, ma i giorni.

Alice rimane confusa: “Ma non è possibile! Deve segnare le ore!”

E lui ribatte: “Perché? Il tuo segna forse gli anni?”

Piccoli dialoghi folli, tipici del mondo di Alice, che però aprono riflessioni profonde: il tempo è una convenzione? Misuriamo davvero ciò che conta? È un modo delicato e intelligente per stimolare nei bambini un pensiero non lineare.

🐇 Il Coniglio e la spiegazione dei tempi musicali

Dal racconto si passa gradualmente alla spiegazione tecnica.

Il Coniglio Bianco, con entusiasmo, mostra alla platea cosa significa suonare un tempo diviso in:

  • quarti
  • ottavi
  • sedicesimi
  • trentaduesimi
  • sessantaquattresimi

Li suona, li conta, li fa percepire. È un passaggio molto efficace: vedere e ascoltare contemporaneamente aiuta enormemente la comprensione.

Poi, come da copione, il Coniglio scappa via perché “ha sempre fretta”… e il Cappellaio rimane quasi offeso perché non riesce mai a capire bene i sessantaquattresimi! Una battuta simpatica che alleggerisce la parte più tecnica.

Un messaggio chiaro emerge: il tempo va tenuto con entusiasmo.

🐛 Il Bruco Califfo e le perle di saggezza

In un momento più poetico, il Bruco Califfo regala ad Alice (e al pubblico) una frase che ci ha colpito molto:

La musica è una delle cose per le quali vale la pena vivere.

Nasce dal cuore degli uomini e torna nel cuore degli uomini.

È uno strumento che gli uomini hanno per comunicare.

E Alice vola, letteralmente, sulle ali della musica.

Per noi homeschooler, che vediamo l’apprendimento come esperienza viva e integrata, questo è stato uno dei passaggi più significativi.

👑 La Regina–Chiave di Violino

Arriva infine la Regina, rappresentata scenicamente come una chiave di violino: la regina del pentagramma.

Con lei vengono presentate anche due note musicali, il SOL e il LA.

La Regina “taglia la testa” alle note che non rispettano le regole… in particolare al SOL e al LA. Un modo teatrale e simbolico per fissare visivamente il ruolo della chiave di violino sul pentagramma.

Il momento delle domande finali

Alla fine dello spettacolo vengono poste cinque domande al pubblico:

  • vero → mani in alto
  • falso → mani sulle gambe

Qui, come famiglia homeschooler, abbiamo avuto una piccola riserva.

Questo modello ricorda molto l’interrogazione scolastica tradizionale. Se lo spettacolo è coinvolgente, l’attenzione nasce spontaneamente. Se invece qualcosa non è stato compreso, il rischio è che si attribuisca la responsabilità ai bambini, anziché interrogarsi sull’efficacia comunicativa.

Chi comunica ha sempre la responsabilità del messaggio.

È un paradosso che ritroviamo spesso nel sistema scolastico tradizionale, e che ci invita a riflettere su come proporre davvero l’apprendimento.

Alcune osservazioni tecniche

Sono state utilizzate proiezioni grafiche per rappresentare il passaggio di Alice nel mondo magico. In quei momenti gli attori uscivano di scena e veniva proiettata l’ambientazione successiva.

In alcune parti, però, il personaggio parlava senza muovere le labbra in modo coerente: talvolta poteva sembrare un pensiero interiore, in altri casi risultava un po’ strano.

Anche la grafica, nel complesso, non ci è sembrata particolarmente curata.

Il momento più bello: la musica dal vivo 🎹

Il momento che abbiamo amato di più è stato l’ascolto delle musiche suonate dal vivo al pianoforte dal maestro presente sul palco.

La musica dal vivo ha una forza che spesso nella nostra quotidianità manca.

Rilassa.

Motiva.

Permette al cervello di ragionare in modo calmo e sereno.

Trasmette emozioni profonde, diverse a seconda di ciò che viene suonato.

È uno di quegli elementi che da soli valgono l’esperienza.

Il nostro parere finale

Lo spettacolo è adatto a un pubblico di bambini tra i 4 e i 7 anni, non di più.

È interessante, educativo e offre buoni spunti musicali, specialmente per chi desidera avvicinare i più piccoli alla teoria in modo narrativo.

Terminata l’attività teatrale, molti bambini sono rientrati a scuola a piedi, altri hanno atteso lo scuolabus.

Per noi, invece, la giornata era troppo bella per fermarsi lì.

Dal teatro al bosco è un attimo. 🌿

E così, dalle note del pentagramma, siamo tornati alle note della natura.

📎 Materiale di approfondimento

Per chi desidera approfondire i contenuti dello spettacolo e scaricare il materiale didattico collegato:

👉 https://www.fantateatro.it/produzione/alice-nel-pentagramma-delle-meraviglie/

Un’esperienza che unisce arte, musica e narrazione — e che può offrire interessanti spunti anche nei percorsi di educazione parentale.

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