Un Viaggio nel Tempo e nell’Arte a Torino: Alla Scoperta delle OGR
La Nostra Incredibile Giornata alle OGR: Dove i Treni Incontrano le Stelle Cari amici di Istruzione Parentale, Torino ci ha regalato una delle gite più ricche e sorprendenti di sempre: la visita alle OGR – Officine Grandi Riparazioni. Siamo stati catapultati in un luogo che ha saputo onorare il suo passato industriale proiettandosi nel futuro dell’arte e della tecnologia. È stato un vero viaggio nel tempo e nelle idee, un’esperienza che ci ha riempito gli occhi e la mente. Vi racconto le tappe che hanno scandito il nostro percorso in questo spazio affascinante.
Tappa 1: La Nascita di un Gigante Industriale

Entrando in questi immensi spazi, abbiamo subito sentito il peso della storia. Le OGR non erano un’officina qualunque, ma la seconda manifattura per importanza di Torino, un luogo vitale per la riparazione dei treni. I ragazzi sono rimasti colpiti dal fatto che questa attività fosse nata proprio quando Torino aveva perso il suo status di capitale. Abbiamo scoperto che qui lavoravano circa 200 operai, tutti professionisti già formati, alcuni dei quali avevano prestato servizio per i Savoia. Ci hanno raccontato che questi operai erano considerati l’aristocrazia della classe lavoratrice, gente fiera del proprio mestiere, che beneficiava di molti corsi di formazione e aggiornamento. Girovagando, abbiamo trovato lo spazio permanente che ne racconta la storia e ci siamo soffermati sulla fotografia di un convoglio del Trans Europe Express in riparazione nel 1965.
Tappa 2: Un Quartiere Nato dalla Fabbrica

La vita delle OGR non era confinata tra i suoi muri. Abbiamo capito che la sua esistenza aveva plasmato il territorio circostante: il quartiere di Borgo San Paolo nacque per dare casa a chi lavorava nelle grandi officine. Abbiamo visto una mappa che mostrava la sua particolare conformazione “a ragnatela”. I bambini si sono divertiti a immaginare gli operai mentre “bollavano” il cartellino: abbiamo trovato l’orologio marcatempo originale in una nicchia, circondato da tante piccole caselle. E poi, un momento di riflessione storica: una mappa ci ha mostrato i bombardamenti subiti dal quartiere tra il 1942 e il 1945, indicandoci un edificio storico che è stato mantenuto.
Tappa 3: La Nuova Vita: Arte e Futuro

È stato emozionante vedere come uno spazio così storico sia stato completamente reinventato, senza tradirne l’anima. Le OGR sono ora divise in due grandi aree: OGR Cult, che ospita eventi e mostre d’arte, e OGR Tec, che invece si occupa di accelerare le start-up innovative. L’architettura è pazzesca: le capriate in legno e i mattoni a vista incorniciano le installazioni moderne.
Tappa 4: Il Fascino dell’Imprevedibilità nell’Arte
Nell’area espositiva, l’arte ci ha subito sfidati a pensare in modo nuovo. Ci siamo imbattuti in una macchina che produceva schiuma. La guida ci ha spiegato che la cosa più interessante era la totale assenza di controllo dell’artista sulla forma finale. È l’imprevedibilità, il movimento e la casualità a guidare l’opera. Abbiamo apprezzato moltissimo anche le installazioni che usavano la luce come vero e proprio materiale artistico, e quelle con materiali semplici che creavano riflessi ed effetti ottici di alto impatto. Per concludere questa sezione, i nostri ragazzi hanno partecipato a un laboratorio sull’imprevedibilità, un’attività in cui hanno potuto disegnare insieme su un grande foglio, imparando che anche l’errore e il caso possono essere elementi creativi e stimolanti.
Tappa 5: L’Arte Incontra l’Intelligenza Artificiale
Una delle sezioni più affascinanti è stata quella dedicata ai pionieri dell’arte digitale, i primi artisti che usavano il PC per la loro creatività. Abbiamo scoperto la storia di Harold Cohen, l’uomo dietro quello che è stato definito l’antenato dell’intelligenza artificiale. Ci siamo incuriositi davanti a un piccolo modello in esposizione, che rappresentava AARON, una macchina molto più grande (all’epoca un PC occupava un’intera stanza) che Cohen aveva addestrato. AARON era in grado di disegnare e sviluppare una sua memoria, aggiungendo elementi senza istruzioni dirette e persino colorando in un secondo momento. È stato un modo incredibile per mostrare ai ragazzi le radici dell’AI di cui tanto si parla oggi.
Tappa 6: Immersi nel Caos Quantistico

Il culmine emotivo della nostra visita è stata la mostra immersiva (una mostra di Laure Prouvost che abbiamo visto in anteprima). Ci ha proiettati in una narrazione sul caos dell’universo. L’artista si è ispirata alla fisica quantistica, partendo dall’idea che un computer quantistico fosse stato influenzato da una tempesta magnetica. L’opera era multisensoriale e ci ha coinvolti tutti: abbiamo ascoltato poesie, ammirato tulle blu sospeso, e ci siamo sdraiati su un grande cuscino per osservare le proiezioni sul soffitto. La cosa più bella è stata l’interazione: c’era una creatura sospesa, una sorta di “casco” con erbe aromatiche che potevamo abbassare per annusare, mentre ascoltavamo le poesie. Al centro dell’installazione, un sensore termico rilevava la nostra temperatura corporea e la proiettava sullo schermo con un colore rosso. Eravamo diventati parte dell’opera d’arte! Questa esperienza alle OGR è stata una lezione interdisciplinare che difficilmente dimenticheremo: dalla storia operaia alla tecnologia, dall’arte cinetica alla fisica quantistica. Se cercate un luogo a Torino che sappia ispirare la curiosità dei vostri figli, mettete le OGR in cima alla lista.
E voi, siete mai stati in un luogo così trasformato? C’è un museo o una fabbrica riconvertita che vi ha emozionato particolarmente? Lasciateci un commento!
Bellissimo lo spazio delle ex officine!
L’arte moderna a noi lascia sempre con un sacco di punti interrogativi! Ma è bello vedere come, invece, i bambini riescano a vedere al di là di ciò che sembra!