Alla scoperta dei mixomiceti: meraviglia, stupore e apprendimento condiviso

Partecipiamo a questi eventi da tanti anni pensando di accompagnare i nostri figli… e invece, alla fine della giornata, mi ritrovo sempre con qualcosa di nuovo in tasca, qualcosa che non sapevo. (Sì, anche se io sono andato a scuola!)

A volte si parte con un pizzico di pregiudizio — “mah, sarà una cosa un po’ noiosa…” — e poi, all’improvviso, si apre un mondo. Un mondo di cui non sapevi praticamente nulla. Questa volta è stato quello, semplicemente stupefacente, dei mixomiceti.


Un workshop tra scienza e meraviglia

Il laboratorio si è svolto presso la splendida Cascina Brero, immersa nel parco de Parco La Mandria.

La mattina è stata dedicata alla teoria, con immagini incredibili che sembravano provenire da un altro pianeta. Il pomeriggio, dopo pranzo, siamo usciti nel bosco: occhi attenti, passo lento… a caccia di questi minuscoli e affascinanti organismi.


Che cosa sono i mixomiceti?

Il termine “mixomiceti” deriva dal greco e significa “funghi mucillaginosi”, anche se in realtà non sono funghi.

Sono organismi appartenenti a un gruppo a sé, con caratteristiche uniche.

  • Esistono circa 1100 specie nel mondo
  • Non sono endemici: si trovano un po’ ovunque
  • Sono predatori, non decompositori

Il loro incredibile ciclo di vita

Nella seconda fase della loro vita, chiamata plasmodio, diventano veri e propri predatori.

Si muovono lentamente (circa 1 cm all’ora) e possono essere osservati mentre pulsano, come se al loro interno scorresse un fluido.

Quando decidono di fruttificare:

  • cambiano completamente aspetto
  • diventano gialli o verde fluorescenti
  • si arrampicano verso l’alto per disperdere le spore
  • e infine… muoiono

Se una spora cade a terra, deve aspettare le condizioni perfette: umidità sì, ma non troppa.


Dove vivono e le loro nicchie ecologiche

I mixomiceti vivono in ambienti molto specifici:

  • legno in decomposizione
  • lettiera del bosco
  • ambienti umidi

Alcune specie necessitano addirittura di:

  • almeno 20 cm di neve
  • per circa 3 mesi

Ed è proprio durante lo scioglimento della neve che avviene la fruttificazione.


Mangiare o essere mangiati

Sono predatori instancabili:

  • mangiano oltre 100 specie di batteri
  • si nutrono di alghe e sostanze solubili
  • possono persino mangiare funghi

Ma non sono in cima alla catena alimentare:

  • le lumache li mangiano

Curiosamente, in alcune zone del Messico vengono consumati anche dagli esseri umani e sono oggetto di studio per:

  • proprietà antibiotiche
  • ricerche sull’invecchiamento

Intelligenza… senza cervello?

Uno degli aspetti più sorprendenti è la loro “intelligenza”.

Esperimenti dimostrano che:

  • riescono a trovare il percorso più breve in un labirinto (come nell’esperimento della metropolitana di Tokyo)
  • sono in grado di “risolvere problemi”

Tutto questo senza avere un cervello.


Curiosità incredibili

  • Il film The Blob nasce da un caso reale: un mixomicete comparso in una scuola
  • Possono vivere a lungo senza fruttificare, aspettando le condizioni ideali
  • Sono stati portati nello spazio per studi scientifici
  • Le loro fruttificazioni sono veri e propri gioielli in miniatura

Osservarli da vicino

Dopo la teoria… microscopi!

Abbiamo scoperto la differenza tra:

  • microscopio ottico (ingrandimenti elevati, es. 1000x)
  • stereoscopico (visione tridimensionale, ingrandimenti minori)

E anche come raccoglierli:

  • con polistirolo e scatole di plastica
  • mantenendoli ben fermi, perché sono fragilissimi

Per fotografarli si usa anche un software chiamato CombineZP, che unisce decine di scatti per ottenere immagini perfettamente a fuoco.


Sensibilità e futuro

I mixomiceti sono:

  • sensibili all’inquinamento
  • indicatori della salute degli ecosistemi

Non sono tossici per l’uomo e rappresentano un campo di studio ancora pieno di possibilità.


Un pomeriggio nel bosco

Camminare nel bosco cercando qualcosa di così piccolo cambia completamente prospettiva.

Ci si abbassa, si osserva, si rallenta.

E quando finalmente ne trovi uno… è come scoprire un tesoro nascosto.


Conclusione

Alla fine della giornata, come spesso accade, non erano solo i bambini ad aver imparato qualcosa.

E allora mi viene da sorridere pensando a quella domanda:

“Quando è stata l’ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?”

La risposta, oggi, è semplice:

Oggi.

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