“Spesso uno non fa delle scelte perché non sa che ci sono alternative.”
— Tiziano Terzani
e anche quando le scopre, non ha il coraggio di metterle in atto, ma così facendo perde un’incredibile opportunità.
Bisogna uscire fuori dalla norma
Cari lettori e aspiranti ribelli della conoscenza, è arrivato il momento di dirlo: il mondo sta accelerando come un razzo e la norma — quella vecchia, polverosa regola del “si fa così perché si è sempre fatto così” — inizia finalmente a scricchiolare.

Ma cos’è la Norma?
La parola viene dal latino norma, lo strumento del carpentiere o muratore usato per tracciare linee dritte e angoli giusti. In pratica, la Norma serviva a tirare la linea dritta, a rendere tutto “retto e regolare”... e tu vuoi essere tutto retto e regolare così come lo ha determinato qualcun altro comodamente per te?
Cosa significa essere normale oggi?
Significa essere come un muratore con la squadra in mano, che tira la linea dritta… in un mondo dove altri milioni di muratori folli realizzano cose nuove, ma lui ancora non ha nemmeno modo di inserire un po’ della propria creatività nel muro che sta costruendo.
E allora, vi chiedo: quanti di voi si sentono normali?
E quanti di voi hanno davvero scelto di esserlo?

Normali forzati: troppi, e il mondo li aspetta poco
Ci sono già troppi normali forzati nel sistema scolastico (vuoi un’alternativa? Iniziamo!), nel lavoro, nella vita quotidiana. Persone educate ad adattarsi, a seguire regole invisibili, a entrare in schemi che nessuno ha mai verificato se funzionano davvero o se funzionano ancora.
E poi c’è la realtà: il mondo dei lavori normali sta rapidamente scomparendo. Le nuove tecnologie stanno cambiando tutto alla velocità della luce.
E qui c’è un rischio enorme, soprattutto per i giovani: iniziare un percorso di studi di specializzazione, lavorare sodo e scoprire alla fine del ciclo di studi che quel ruolo per cui ci si era specializzati non esiste più, o è stato completamente sostituito da un algoritmo.
I lavori che ieri erano sicuri, oggi sono in competizione con intelligenze artificiali capaci di fare in un secondo ciò che un normale impiegato fa in una giornata.
Il problema? Non è solo il lavoro.
È la mentalità.
Se continuiamo a pensare che “normale” sia l’unica strada sicura da percorrere, rischiamo di trovarci sovrabbondanti in un mondo che non ha più spazio per la normalità.
Fuori dalla Norma: la scelta più potente che puoi fare
E qui entra in scena la frase di Terzani:
“Spesso uno non fa delle scelte perché non sa che ci sono alternative.”
E aggiungiamo una verità che brucia un po’:
“Se rimani nel conosciuto non scopri niente di nuovo.”
Uscire dalla norma è prima di tutto consapevolezza e coraggio. Significa sapere che c’è un mondo di possibilità, di percorsi alternativi, di metodi di apprendimento diversi, di carriere mai immaginate.
E per spingere ancora oltre, ascoltate un’altra perla di Terzani:
“Se sai cosa cerchi, non trovi mai quello che non cerchi, e forse è giusto così. È uno strano percorso, che richiede grande determinazione, perché implica rinunce, assenza di certezze e la tentazione di adagiarsi sul conosciuto — tipo alle otto c’è il treno, alle nove apre la banca, comportati bene… Ma se tu esci dal conosciuto, cerchi strade che non sono state completamente battute, o come dico io, te le inventi, hai la possibilità di scoprire qualcosa di straordinario.”
E io aggiungo: hai anche l’opportunità di contribuire a rendere il mondo migliore.
Servono modelli a cui ispirarsi
Liberi di Sapere nasce proprio per questo.
Non siamo qui a insegnarti nozioni, schemi e programmi standard. Siamo qui per mostrarti che c’è un mondo fuori dalla Norma. Un mondo dove la curiosità vale più della conformità, dove la creatività è la valuta più forte, dove imparare non è un dovere, ma un’avventura.
Ti mostriamo modelli, esempi, storie di chi ha scelto di non accontentarsi del “normale”. Ti diamo strumenti, idee e una visione: puoi diventare l’architetto del tuo percorso, non solo un ingranaggio nel sistema.
Ad esempio hai mai letto:

Perché la Norma non ti salverà
Essere normali è comodo, lo sappiamo. Ma comodo non è sinonimo di sicuro.
Il mondo che arriva, il mondo dell’AI, della globalizzazione, delle nuove professioni, non aspetta chi segue pedissequamente la Norma.
Quindi, se ti senti intrappolato in una inutile routine, se la vita ti sembra già decisa dagli altri, sappi questo: il futuro appartiene a chi osa deviare dalla linea tracciata, a chi osa immaginare, a chi osa sbagliare e ricominciare.
E ricorda:
Se rimani nel conosciuto non scopri niente di nuovo. Tiziano Terzani
Qui, nel nostro blog Liberi di Sapere, siamo qui per darti energia, ispirazione e la prova che si può fare.
Il futuro è tuo: scegli fuori dalla Norma
Come abbiamo detto, la Norma è comoda, ma è anche un vicolo cieco. Il futuro non lo puoi seguire in fila, lo devi creare. Vuoi essere uno tra tanti o essere la massima espressione di te stesso?
E qui ti stupirò, c’è una ricetta semplice ma potente: il mondo ha bisogno di entrambe le parti.
Circa l’80% di persone normali — solide, affidabili, che tengono insieme la società, ma con la speranza che lo abbiano scelto consapevolmente.
E circa il 20% di persone fuori dalla Norma — creative, visionarie, che aprono strade nuove, con la speranza che non tradiscano i loro ideale, ma che siano sempre disposti a confrontarsi con coloro che incontreranno lungo il loro incredibile cammino.
Queste due fazioni non devono combattere tra loro, anzi: devono riconoscere l’importanza reciproca. Ma ogni persona deve decidere come è veramente e da quale parte vuole giocare la sua partita.
Scuole Anormali
E c’è un paradosso interessante: non esistono scuole “anormali”, titoli di studio o specializzazioni che ti certificano come “fuori dalla norma”. Se esistessero, paradossalmente renderebbero normale ciò che per definizione non lo deve essere.
Certo esistono sempre vie alternative come ad esempio la scuola Montessori o la pedagogia Waldorf Steiner o l’unschooling, o l’home schooling o il world schooling.. che lavorano sull’individuo e non sull’effetto gregge. Ti permettono di avere un imprinting sano. Mentre come dice ironicamente Silvano Agosti
Se sei andato a scuola sei fottuto
Silvano Agosti
La celebre citazione attribuita al regista e autore Silvano Agosti critica l’impostazione tradizionale della scuola, vista come un meccanismo che limita la libertà e la creatività innata degli individui.
Il concetto centrale è che l’imposizione di regole rigide (“siedi al tuo posto”) porti a smettere di credere che il proprio potenziale sia illimitato.
Ecco i punti chiave della visione di Agosti:
Limitazione della creatività: La scuola classica è vista come un luogo che “addomestica” i bambini, distruggendo la loro naturale capacità creativa e gioiosa, ben descritta nel suo documentario “D’Amore si vive”.
Obbedienza contro libertà: L’ordine di “stare al proprio posto” educa all’obbedienza e limita la percezione che l’essere umano possa occupare e vivere ovunque.
Critica all’istruzione formale: L’approccio di Agosti suggerisce che il sistema educativo tradizionale, invece di coltivare l’individuo, tenda a omologarlo.
In sintesi, il pensiero di Agosti propone una riflessione profonda sul sistema educativo, criticando la “fottitura” intellettuale e creativa derivante da un approccio pedagogico troppo rigido.
Ciò che invece manca è un luogo sicuro dove trovare ispirazione, dove non sentirsi solo, dove sperimentare, imparare e crescere senza sentirsi giudicati perché hai deciso di cavalcare l’incertezza (Flavio Fabiani) e uscire dalla linea già tracciata.
Il grave rischio della costrizione
Il problema più serio arriva quando:
una persona anormale è costretta a diventare normale, rinunciando così alla possibilità di esprimere al massimo la propria unicità e creatività;
Ma esistono veramente persone normali nel verso senso della parola? Se è vero che siamo tutti simili, ma tutti diversi, chi è veramente normale e chi è stato addestrato ad esserlo?
La frase è di Jiddu Krishnamurti:
“Non è segno di salute essere perfettamente adattati a una società profondamente malata.”
Questa incoerenza con la propria natura crea malessere profondo, frustrazione e ansia, e nei casi più estremi può anche portare a problemi fisici o psicologici.
In altre parole, il vero benessere nasce solo quando ciascuno può scegliere liberamente come esprimersi e dove posizionarsi nella ricetta 80/20 del mondo.
L’equilibrio dell’animo maturo
L’equilibrio stona all’inizio, e se lo senti è perché l’animo non è ancora maturo: vuoi stare con i coetanei normali, ma senti anche il richiamo della creatività fuori dalla Norma. È una sensazione un po’ scomoda, come indossare scarpe nuove… ma con il tempo diventa naturale.
Quando l’animo è maturo, capisce una cosa fondamentale: il livello successivo è avere entrambe le cose. Essere normale quando serve e anormale quando serve, senza sentirsi in colpa né forzato, ma lo devi scegliere tu.
Chi raggiunge questo equilibrio, si ammala di meno di tristezza, vive con più leggerezza e porta gioia anche agli altri.
L’equilibrio tra stabilità e follia
Siamo così abituati ad avere sempre un nemico da combattere che non ci accorgiamo di una cosa semplice ma potente: ognuno di noi ha bisogno di stabilità o follia per sentirsi bene.
E non solo: singolarmente abbiamo bisogno l’uno dell’altro. I normali hanno bisogno degli anormali per aprire strade nuove, gli anormali hanno bisogno dei normali per avere radici su cui appoggiarsi.
Nei matrimoni, ad esempio
si dice spesso che gli opposti si attraggono — e questo è vero per lo stesso motivo. Ma molti matrimoni finiscono perché, invece di capire che uno ha bisogno dell’altro per raggiungere un livello superiore congiunto, si passa la vita a litigare per cambiare l’altro oltre allo stress di una vita vissuta all’interno di una routine NORMALE.
T’han detto che c’è posto
Per chi sa stare a posto
Il posto, tele accesa
E la casetta in Canada
Il sabato la spesa
E il giorno dopo in chiesa
E sei un po’ nervoso
Ed un motivo ci saràTesto tratto dalla canzone Vivo o Morto o X di Luciano Ligabue
Il motivo è semplice: questa verità non è chiara a tutti. La religione o la nostra società spesso non sono interessati ad affrontare questi argomenti, mentre in altre culture e religioni nel mondo lo si discute apertamente.
In un’economia basata sul consumo, una persona infelice, insoddisfatta acquista di più.
Non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone

Chi è folle, o creativo, lo scopre perché è costretto a viaggiare — dentro di sé o nel mondo — per trovare le risposte alle proprie domande. Chi è normale rimane ancorato alla narrazione del proprio territorio, ma con il tempo qualcosa finalmente stona e sente il bisogno di stare vicino ai folli… che magari sono appena tornati da un incredibile viaggio interiore e il mondo evolve.
Quindi apri la porta, guarda oltre, sii curioso. Esplora le alternative.
Non limitarti a chiedere: “Cosa devo fare?”
Chiedi: “Cosa posso diventare?”
Il mondo ha bisogno di persone normali, certo… ma ha anche bisogno di persone fuori dalla Norma, oggi più che mai.
Sii tra queste ultime. Sii la scintilla che cambia la tua vita e il mondo intorno a te.
Un ultimo passo: fermati e rifletti
Ora, fai qualcosa di semplice ma potente: fai una passeggiata, vai in un luogo che ti piace, dove c’è silenzio. E mentre cammini, pensa a questa domanda di qualità:
Chi sono io?
Una volta trovata una risposta sincera, aggiungi subito un’altra domanda:
Chi voglio essere io?
Prenditi del tempo per queste riflessioni. Sono il primo passo per uscire dalla Norma, creare il tuo percorso e, chissà… forse anche contribuire ad un mondo migliore.
Fare una vita, una vita. Una vera vita. Una vita in cui sei tu. Una vita in cui ti riconosci. Tiziano Terzani
