Sulle tracce di Van Gogh
Questo week end qualcuno di noi ha vissuto una bella esperienza a tema artistico grazie alla piattaforma Ibridi del Comune di Torino: un’attività culturale pensata per le famiglie con bambini dai 6 ai 13 anni, prenotabile tramite Ibridi.app. Questa app raccoglie un calendario ricco di attività creative, culturali, scientifiche e legate alla natura, tutte gratuite e pensate per stimolare la curiosità e l’apprendimento attraverso il fare e il pensare attivo.
Quattro mani e una storia
L’evento è stato ospitato dalla Casa del Quartiere di San Salvario, uno spazio aperto e multiculturale che vanta sempre un bal calendario di eventi, oltre che sfiziosi aperitivi.
L’attività è stata guidata da Susanna, alias Mamma Museo, una storica dell’arte esperta specializzata in didattica museale.
Mamma Museo ha raccontato ai presenti chi era Vincent Van Gogh, da dove veniva e cosa lo spingeva a dipingere. Ma non in modo freddo o noioso: con parole semplici, esempi visivi e storie vive, ha animato la vita dell’artista come se fosse una grande avventura.
I bambini hanno ascoltato affascinati mentre venivano presentati quadri iconici come La notte stellata e I girasoli, e la guida non si è limitata a mostrarli, ma ha spiegato come Van Gogh vedeva il mondo: i colori non solo per descrivere, ma come emozione, movimento, energia. Ha raccontato della sua passione per il cielo, per la natura e per le persone semplici, e di come questa passione si riflettesse nei suoi dipinti.
Quando ha chiesto ai bambini cosa sentissero guardando quei colori e quei tratti forti, sono partite risposte meravigliose.

Dalla storia ai colori… fra le mani
Dopo questa introduzione così coinvolgente, siamo passati alla parte più creativa: un laboratorio pratico con argilla all’aria. Invece dei colori tradizionali, ogni bambino ha scelto una porzione di pasta modellabile per “riprodurre” un quadro di Van Gogh.
E qui è esplosa la fantasia
🎨 C’è chi ha rivoluzionato completamente i colori, trasformando il cielo in tonalità mai viste, oppure ridisegnando i girasoli come se fossero creature di un altro pianeta.
🎨 C’è chi è stato fedelissimo all’originale, cercando di riprodurre gli stessi colori che aveva appena visto nelle immagini e sentito raccontare.
Questa varietà di interpretazioni non solo ha reso le creazioni estremamente personali e autentiche, ma ha mostrato come l’arte non sia solo imitazione, ma espressione libera, un viaggio dal vedere al sentire, dal guardare al creare.
Le mani che impastavano e giocavano con i colori tattici dell’argilla hanno trasformato la sala in una piccola galleria di mini capolavori, ognuno con una storia unica dietro.
Grazie Ibridi e grazie Mamma Museo!
